Caffé Europa presenta Different Drink


Luigi De Matteis presenta Different Drink con la design Tania Bini
Quarant’anni di attività sono un obiettivo ambito ed importantissimo e il Caffè Europa, vuole festeggiare nel modo giusto questo traguardo, non solo con un evento, ma con una nuova filosofia che è legata al bere bene e con intelligenza.
“Different drink” è questo lo slogan che guiderà una serie di iniziative volute dall’eclettico titolare Luigi Dematteis.

Different Drink è una filosofia che parte dal Caffè Europa ma ha intenzione di coinvolgere la clientela, soprattutto quella più giovane che deve approcciare ad un nuovo modo di bere, bere con gusto ma a tasso alcolico zero.

La festa prenderà il via Domenica 22 aprile nello spazio antistante il locale con un DJ set con radio studio più, un momento simpatico per incontrarsi e brindare al suono di “Different Drink”

Luigi e Gessica indossano due magliette Different Drink
Con queste argomentazioni il locale cool delle serate Jesine si appresta a festeggiare i suoi primi quarant’anni, questa quindi non sarà una semplice festa, un semplice anniversario, anche questa volta, come ormai suo solito, il Caffè Europa si collegherà ad un progetto sociale.
“Voglio che i miei clienti sappiano che si può bere, tanto e con il massimo gusto con tasso alcolico zero” questo è l’approccio con cui Luigi De Matteis lancia la sua idea.
Il tasso alcolico sarà totalmente assente da tutta una serie di drink che saranno lanciati in questi giorni ma ci sarà anche una sorpresa, non saranno più costosi di quelli tradizionali.
Questo vuol dire che i barman che collaborano con il Caffè Europa saranno in grado di preparare long drinks solitamente e tradizionalmente alcolici, a tasso zero; il bello è che si potrà bere, senza nemmeno perdere un millesimo di gusto.

Il lato "B" delle creazioni Different Drink di Tania Bini

Bere con gusto e guidare sicuri, questo è l’obiettivo che ci prefiggiamo, per divertirsi non è necessario abusare con l’alcol, con il divertimento si!
Ottima idea quella di bandire l’alcol da una serie di coctails e lanciare una nuova moda, quella:
“Se sei zero sei vero!”
L’intera azione di comunicazione sarà accompagnata da una grafica accattivante studiata da Tania Bini per l’agenzia Creativi per caso, che sarà riprodotta su gadget e magliette.
Bere con intelligenza deve diventare uno stile di vita, un modo di pensare, di essere, quindi giusto il collegamento con la moda.

L’alcol taglia i riflessi, insonnolisce, dietro una prima azione euforica subentra una fase di depressione. Qui tutto questo non esiste, il Caffè Europa vieta la depressione e si candida per i prossimi quarant’anni a essere il punto di riferimento del divertimento a zero alcol.

Nell’ operazione saranno coinvolte le scuole, le istituzioni; se si vogliono raggiungere risultati è necessario arrivare a tutti in modo chiaro e trasparente, prosegue De Matteis.
Questo vuol dire che bisogna far passare il messaggio che si può bere quanto si vuole e non mettere la propria vita e quella degli altri a repentaglio.
Un’ottima idea, dopo la serata benefica a ridosso del Natale per aiutare i bambini del Salesi, questa volta doppio evento i quarant’anni e il tasso zero. 



L’idea, sarà promossa con strategie “non convenzionali”, fortemente preferite dai giovani, anche qui De Matteis dimostra la sua mente aperta all’innovazione.
Anche in questo caso una questione di stile e l’abitudine di stare sempre un passo avanti.

Caffè Europa: quaranta e li mostra!


Quarant'anni, per il locale IN della provimcia di Ancona, il Caffè Europa, che per festeggiare mette in mostra tutta la sua creatività, una nuova immagine, ed una serie di eventi. A giorni, subito dopo le feste ci sarà un incontro con la stampa per parlare, illustrare le nuove idee.




Intanto ecco l'immagine che già è visibile fuori dal locale realizzata da Tania Bini, per festeggiare i 40. Il resto a breve.

Le spezzatine di Tania Bini sul settimanale "Il Punto"

Che l'idea fosse buona non c'erano dubbi e si era visto la sera della presentazione a Roma presso il Famoso Locale di Via Margutta "Il Vegetariano" di Tina e Claudio Vannini, dove alla presenza di numerosissimi VIP è stata presentata la linea di Bijoux "Spezza-Tine".
La Design Tania Bini

Ora a distanza di qualche mese il settimanale Il Punto a firma della Giornalista Roberta Maresci rilancia la cosa.
Tania Bini, ricordiamo membro ADI, asserisce che questa collezione nasce dalle esigenze della donna di oggi di sganciarsi dagli stereotipi e di indossare una bigiotteria ricostruita su se stessi.
Un'idea NO-Logo, simpatica e intraprendente.


 Il prossimo passo? La ricerca di un socio che finanzi lo start up della
 collezione.





Caffè Europa, la solidarietà vince con "Il mondo di Lavinia"



Successo per la serata di beneficenza a favore dell'Ospedale Salesi, tra gli ospiti la pluricampionessa Valentina Vezzali


        

E’ stata una serata di divertimento e solidarietà, quella messa in campo al Caffè Europa da Luigi De Matteis e il suo staff.
Dalle 18.00 in poi è iniziata la serata di beneficenza a favore del progetto “Una casa per Sabrina” che prevede la realizzazione di una serie di alloggi per i familiari dei giovani degenti presso l’ospedale salesi di Ancona, il Caffè Europa ha devoluto il 50% degli incassi e la totalità delle offerte raccolte.
In tanti sono accorsi per testimoniare l’adesione al progetto: Prima ad arrivare la pluri campionessa mondiale di fioretto Valentina Vezzali seguita dai campioni della Fileni Basket Michele Maggioli e Franco Migliori da quelli della Jesina Calcio: Matteo Rossi, Stefano Sebastianelli, Simone Cavaliere, Nicola Focante, ultimi, ma sul “filo di lana”, come si suol dire, i campioni di motociclismo Alex polita, Alessia Polita, e Simone Saltarelli.
I clienti del locale Jesino, oltre che intrattenersi con i campioni, hanno potuto visionare le proiezioni dei vecchi spezzoni pubblicitari dei Carosello di Armando Testa. Infatti la famosa agenzia pubblicitaria ha messo a disposizione, estraendo direttamente dai propri archivi una serie di filmati pubblicitari quali: la caramelle Goladon della Perugina, Il pianeta Papalla, L’ipopotamo  Pippo della Lines e il famoso Paulista della Lavazza.
L’artista Carlo Cecchi, si è intrattenuto con gli ospiti, spiegando i contenuti della sua opera tratta dalla serie “Prima del Mare” ,ormai introvabile, messa in vendita al miglio offerente e il ricavato devoluto all’Associazione.
Luigi De Matteis titolare del locale si è detto ampiamente soddisfatto dell’operazione, garantendo che questo è soltanto l’inizio di una lunga serie di iniziative.
La raccolta fondi, viene comunicato, proseguirà comunque sino al 1 Gennaio compreso.

Il Valore di un'attesa la mia risposta all'articolo sul corriere del 24/12 di Paolo Giordano







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Il “Valore di un’attesa”
Perché la povertà è un valore e il domani ha un significato

Questo scritto, ovviamente, come prevedibile non verrà mai pubblicato da nessuno, ma poco mi importa, visto che quotidianamente scrivo pagine e pagine a cui ma nessuno invierà un commento, oppure riceverò al massimo  un semplice e stucchevole mi piace su Facebook.

In questa vigilia di natale, fredda, un po’ assonnata cercando di tenermi a debita distanza dalle zone a rischio, quali il centro ed i famosi quanto famigerati centri commerciali, nel sorseggiare un caffè mi capita in mano una copia del Corriere della sera, lo apro, guardo, sfoglio le solite notizie sull’economia in frantumi, poi in basso, sempre in prima pagina, leggo il richiamo ad un articolo di Paolo Giordano, intitolato: ”Riscoprire il valore dell’attesa” mi aspetto uno scritto sui valori, non del Natale, ma su dei valori che mi lascino, mi incoraggino a proseguire la mia vita resa impossibile quanto assurda dalle avversità.
Leggo e vedo che fondamentalmente in quelle colonne non c’è scritto nulla, se non l’apprezzamento per il dilatarsi del tempo, quando si è obbligati a fare file infinite, quanto inutili per arrivare al centro per cambiare un regalo e comprare il salmone.
Rileggo, con maggiore attenzione, forse mi è sfuggito qualcosa, maledetti bar, dove c’è sempre qualcuno che fa confusione, che parla in continuazione, no niente, non c’è niente che mi faccia pensare ad un valore.
Non voglio dire che mi aspettavo qualcosa, ormai sbiadito ed assurdo, sul valore del natale a cui non credono neanche più i bambini, ma magari al rimando che forse questo potrebbe essere un Natale un po’ diverso, magari un po’ meno consumista e forse un po’ più altruista, almeno per un istante.
Niente, mi convinco sempre più che ci sono modi di vivere un’attesa in maniera diversa, quella di chi è intriso di consumismo sino alle orecchie e di chi cerca nell’attesa un cambiamento, un segnale, che possa aiutare a proseguire, che aiuti a immaginare, sperare, che domani qualcosa cambierà, non radicalmente, ma almeno un po’.
Questa vigilia è per molti un giorno come un altro, dove bisogna combattere per far quadrare i conti, dove bisogna far capire ai figli il perché accadono certe cose, non come non poter fare i regali perché non ci sono i soldi, ma come riuscire a fare la spesa con quel poco che si ha e raccontare loro che forse questo sarà l’ultimo, quello dei sacrifici e domani magari, sempre lottando, riuscire a vedere uno spiraglio di sole.
Questa per me e per tanti come me è la vera attesa, dove c’è la speranza, dove c’è la passione dei propri gesti.
Non possiamo permetterci una vita senza valori, una vita intrisa di futilità e consumismo, ma dobbiamo credere nelle nostre forze, nelle nostre capacità e continuare a lottare nella speranza che qualcosa cambi, in barba ai regali, ai salmoni vari, alla ricerca della serenità a cui questa società ci ha violentemente abituato a rinunciare.
Il pensiero corre verso quelle persone che vedo uscire al mattino presto dalle auto in Via Salaria, dopo una notte passata al freddo, perché non hanno una casa in cui dormire con i loro figli, e ce ne sono tanti. Mi chiedo, ma cosa sta succedendo, è questa la nostra civiltà? E’ questo a cui il benessere ci ha abituato?
Sono sempre stato della convinzione che quando in strada c’è qualcuno che chiede l’elemosina vuol dire che li, tutti noi e la nostra società, abbiamo fallito.
E’ questo che fa e deve fare la differenza, non i regali e la cenetta, dove tutti elegantini ci facciamo i regali, che dimenticheremo il giorno dopo chissà dove, ma la consapevolezza che l’attesa è vana se dopo c’è il nulla.
Guardo la gente correre per gli ultimi acquisti, li vedo ansimare dietro le file con quel ghigno rabbioso di chi non ha tempo e guardo poco lontano la donnina al freddo senza mani in Via Nazionale che sta li per pochi spicci, che come al solito mi sorride e mi dice come stai? Dai che domani sarà migliore, lei a me!
E’ questo il vero valore dell’attesa, quello che ti da la forza per arrivare a domani, che ti fa vedere il futuro non come un incubo, ma come un sogno tiepido, caldo, dove potrai finalmente mostrare le tue doti e convincerti che dopo tutto quello che è accaduto non è successo invano.

Domenico Gioia

Sacrifici, per salvare chi?




      Da tempo vado dicendo che gli organismi internazionali finanziari sono i veri governanti dei paesi.
Loro con le loro politiche, non hanno il minimo scrupolo nei confronti del popolo. 
Questi personaggi miopi e legati solo ai loro interessi, continuano a ripetere che occorre sacrificarsi per ritornare alla crescita. Invece la crescita è finita le risorse energetiche del pianeta si stanno esaurendo e risorse della terra sono limitate, la terra non è infinita.

Ricordate: le banche centrali non sono di proprietà degli stati, ma delle banche. 

Non è una battuta, guardate la composizione societaria della Banca d'Italia, ad esempio, è una SPA ed i soci sono le banche italiane come Unicredit, Intesa ecc.
Come potete pensare che la BCE o le banche centrali dei singoli paesi possano fare gli interessi dei cittadini? Mi sembra più logico pensare che rispondano invece unicamente ai loro azionisti ed alle loro logiche di profitto.
Avete mai dato un'occhiata ad una banconota da 5, 10, 50 Euro? Leggete sopra una banconota per caso Repubblica Italiana? Unione Europea? No solo BancaCentrale Europea. Nessun Presidente della Repubblica, nessuno stato niente. 
Vi ricordate ad esempio cosa c'era scritto sopra una banconota da 500 lire?

Oggi ogni legame tra lo stato, i cittadini e la moneta è stato eliminato.


Ecco fatto, oggi la moneta ed il potere ad essa legato, è passato "silenziosamente" dagli stati ai banchieri, che giustamente visto che sono degli imprenditori, speculano e cercano di produrre utili.
Peccato che a fare le spese quando si sbaglia sono i cittadini, cioè le scelte errate di carattere economico passano di nuovo allo stato.
Bello no?

In conclusione è questa la politica che governa l'europa, quella degli Istituti di credito e dei potentati economici, e nessuno fa niente non solo politicamente ma neanche finanziariamente per risolvere veramente la questione. Ora che le cose vanno a rotoli si parla di sacrifici, che ovviamente dovrà fare il popolo, ed aumenti di tasse, ma non si fa nulla per eliminare alla radice il problema. 
Stando così le cose il problema se riuscirà ad essere insabbiato e coperto con i sacrifici dei cittadini si ripresenterà peggiore tra qualche anno.
Vi sembrerà assurdo, ma la logica è quella di chi fa le pulizie e nasconde la polvere sistematicamente sotto il tappeto.
Leggete questo ottimo articolo de Il Manifesto:

   |   Rossana Rossanda

Perché non sciogliere il popolo?

Credevo che ci fosse un limite a tutto. Quando Papandreou ha proposto di sottoporre a referendum del popolo greco il «piano» di austerità che l'Europa gli impone (tagli a stipendi e salari e servizi pubblici nonché privatizzazione a tutto spiano) si poteva prevedere qualche impazienza da parte di Sarkozy e Merkel, che avevano trattato in camera caritatis il dimezzamento del debito greco con le banche. Essi sapevano bene che le dette banche ci avevano speculato allegramente sopra, gonfiandolo, come sapevano che Papandreou aveva chiesto al Parlamento la facoltà di negoziare, e che una volta dato il suo personale assenso, doveva passare per il suo governo e il parlamento (dove aveva tre voti di maggioranza). Ed era un diritto, moralmente anzi un dovere, chiedere al suo popolo un assenso per il conto immenso che veniva chiamato a pagare. Era un passaggio democratico elementare. No?
No. Francia e Germania sono andate su tutte le furie. Come si permetteva Papandreou di sottoporre il nostro piano ai cittadini che lo hanno eletto? È un tradimento. E non ci aveva detto niente! Papandreou per un po' si è difeso, sì che glielo ho detto, o forse lo considerava ovvio, forse pensava che fare esprimere il paese su un suo proprio pesantissimo impegno fosse perfino rassicurante. Sì o no, i greci avrebbero deciso tra due mesi, nei quali sarebbero stati informati dei costi e delle conseguenze. Ma evidentemente la cancelliera tedesca e il presidente francese, cui l'Europa s'è consegnata, avrebbero preferito che prendesse tutto il potere dichiarando lo stato d'emergenza, invece che far parlare il paese: i popoli sono bestie; non sanno qual è il loro vero bene, se la Grecia va male è colpa sua, soltanto un suo abitante su sette pagava le tasse (e non era un armatore), non c'è parere da chiedergli, non rompano le palle, paghino. Quanto ai manifestanti, si mandi la polizia. 
E per completare il fuoco di sbarramento hanno aggiunto: intanto noi non sganciamo un euro. Erano già caduti dalle nuvole scoprendo nel cuor dell'estate che la Grecia si era indebitata oltre il 120 del Pil. E non solo, aveva da ben cinque anni una «crescita negativa» (squisito eufemismo). Né i governi, né la commissione, né l'immensa burocrazia di Bruxelles se n'erano accorti, o se sì avevano taciuto; idem le banche, troppo intente a specularci sopra. Perché no? I singoli stati europei hanno dato loro ogni libertà di movimento, le hanno incoraggiate a diventare spregiudicatissime banche d'affari, e quando ne fanno proprio una grossa, invece di mandar loro i carabinieri, corrono a salvarle «per non pregiudicare ulteriormente l'economia».
In breve, la pressione è stata tale che Papandreou ha ritirato il referendum. La democrazia - in nome della quale bombardiamo dovunque ce lo chiedano - non conta là dove si tratta di soldi. Sui soldi si decide da soli, fra i più forti, e in separata sede. Davanti ai soldi la democrazia è un optional. 
Nessun paese d'Europa ha gridato allo scandalo. Né la stampa, gioiello della democrazia. Non ho visto nessuna indignazione. Prendiamone atto.

Tania Bini, un altro grande progetto

Ottima la grafica che porta la firma dell'artista-design marchigiana.

L'albero del pollo è una storia romantica di grande presa sui giovanissimi. Illustrata da Tania Bini, ha il compito di avviare un dialogo con i giovani e non solo.
Avviare un dialogo con i giovanissimi, questo sarà il compito de “l'albero del pollo” storia illustrata da Tania Bini, designer e artista, che ha declinato graficamente ed integrato la storia.

“L'idea è venuta parlando con i bambini, che credono che i polli nascono sugli alberi” così esordisce Antonio Trionfi Honorati, titolare con la sorella Giulia del l'Azienda agricola che prende il nome dal loro casato, che continua raccontando, come abbia preso forma e si sia concretizzata a seguito di lunghe riunioni serali, presso il loro locale situato nell’entroterra marchigiano: Il Casino del Marchese.


“Osserviamo uno strano fenomeno, dove i giovani ritengono che gli animali, specialmente i polli siano così come appaiono in televisione, o si vedono nei supermercati. Sì è verificato uno sfasamento tra la vita reale e l'immaginazione indotta dai mezzi di comunicazione di massa”, evidenzia Tania Bini.


L'operazione dell'albero del pollo, intende aprire un dialogo sia con i giovanissimi che con le loro famiglie, per far in modo che si capisca che la natura deve essere preservata e che gli animali sono una parte integrante della vita di ognuno di noi.

L'albero del pollo oltre ad essere una parte della didattica aziendale, è destinato a diventare una pubblicazione.

Intanto un piccolo sunto si può trovare sul blog della ditta Trionfi Honorati, all'indirizzo: http://trionfihonorati.blogspot.com

L’azienda ed il designer fanno sapere di essere disposti a condividere l’operazione con altri interlocutori che abbiano l’obiettivo comune di promuoverne le finalità ed il messaggio.



Grotte di Frasassi grande ed importante evento d'arte per festeggiare il 40° della scoperta

Parte l’iniziativa ombre di Luce

Hanno quarant’anni le Grotte di Frasassi e festeggiano con un grande evento d’arte contemporanea che ha come obiettivo il coinvolgimento di tutto il territorio circostante.


Oggi presso la sede della Regione Marche si è tenuta la conferenza stampa di presentazione dell’evento che sarà destinato a festeggiare i quarant’anni della scoperta delle grotte.
Alla presenza dell’Assessore al turismo della Regione Marche Serenella Moroder, del Presidente della Provincia di Ancona Patrizia Casagrande, del Sindaco di Genga Giuseppe Medardoni del Presidente del Consorzio Frasassi Filiberto Cecchi, il curatore d’arte Domenico Gioia ha presentato il progetto “Ombre di luce”.
“Un’operazione che non deve essere intesa come un semplice anniversario, ma una vera e propria operazione di valorizzazione del territorio”. Ha così esordito Gioia, soffermandosi sugli elementi fondanti dell’operazione.
Cinque artisti sono stati chiamati a realizzare delle istallazioni di arte contemporanea:
Il conosciuto ed acclamato a livello internazionale Gianluigi Toccafondo unitamente a Laurina Paperina, Giuseppe Chiucchiù, Simona Bramati e Carlo Cecchi esporranno nel territorio delle grotte le loro opere con l’intento di far circuitare il pubblico su un territorio più vasto.
“E’ una sfida grande quella che lanciamo”, ha asserito il Presidente del Consorzio Frasassi, che ha elencato i passaggi che hanno portato le grotte ad essere uno dei siti più importanti e visitati d'Italia.
Gioia ha proseguito evidenziando che il progetto prevede anche  un importante concorso d’arte; ogni artista potrà inviare un suo video, che sarà messo in rete tramite youtube e facebook. 
Le tre opere saranno premiate: 3.000 euro per il primo classificato e rispettivamente 1000 euro per il secondo e 1.000 per il terzo. Il bando è già online all’indirizzo www.ombrediluce.it.
Un progetto molto articolato che a breve prenderà corpo, Gioia ha poi concluso con una battuta:
“Le Grotte esistono da oltre un milione e mezzo di anni, questo è il primo evento d’arte contemporanea che le coinvolge…Avete fatto bene ad aspettare!”.

Biennale Padiglione Italia Marche Ancona ma chi ha studiato gli orari?

Biennale Padiglione Italia Marche Ancona ma chi ha studiato gli orari?

 
Sull'organizzazione degli spazi del padiglione esteso di Ancona alla Mole Vanvitelliana, mi sento di dire qualcosa, in particolare sugli orari:
Perchè gli spazi non  aprono al pubblico in concomitanza degli altri eventi programmati alla Mole?
Cosa vuol dire aprire mattina e pomeriggio, quando in quella zona non c'è nessuno e la sera, quando inizia il movimento la mostra chiude?
Ritengo che l'organizzazione dovrebbe riflettere ed intervenire, nel rispetto dell'operazione e degli artisti che espongono.